Con Vittoria Malignani alla ricerca di panorami spettacolari facilmente raggiungibili

Nella nostra esplorazione della magnifica zona di Ampezzo Carnico, questa volta iniziamo ad andare…in alto. Vittoria Malignani ci porta infatti alla ricerca di panorami spettacolari,  facilmente raggiungibili ma assolutamente guadagnati, con il giro delle Cime dei Monti Sesilis, Colmajer e Nauleni! Siete pronti? 

L’ESCURSIONE  

L’itinerario è facilmente raggiungibile dall’abitato di Ampezzo che, una volta superato, vi porterà a percorrere la strada “esterna di Cima Corso”. Dopo il tornante con la locanda “Pura”, sulla DX compare un cartello in legno con le indicazioni per il Passo Pura e il Rifugio Tita Piaz. Imboccate la strada panoramica che, tra svolte e tornanti nel bosco, vi porterà sullo splendido pianoro del passo Pura (1417 m.) dove è possibile anche vivere un’esperienza di volo libero per i più adrenalinici (info su: https://www.ampezzocarnico.it/volo-libero-dalpura/). Parcheggiate la macchina davanti al Rifugio Tita Piaz, indossate gli scarponi, “armatevi” di racchette e.. in marcia! 

 L’itinerario CAI 238 inizia dal retro del rifugio. Si inizia percorrendo una pista forestale molto ampia: la strada è larga e ben battuta a causa dei lavori che si stanno svolgendo con le ruspe per sistemare il disastro della tempesta Vaia, la quale ha colpito molto duramente tutta la zona del bosco Colmajer, distruggendo anche alcuni itinerari limitrofi. La vegetazione che circonda il percorso nel primo tratto è prettamente composta da faggi. Dopo i primi passi tra i rami e i tronchi divelti, si arriverà ad un’antica struttura in legno che fortunatamente è stata risparmiata dalla tempesta: una calcinaia carnica. Consigliamo di percorrere il sentiero in senso orario e da qui proseguire in direzione della casera Colmajer. La camminata in questo primo tratto risulterà molto semplice e pianeggiante, offrendo panorami via via sempre più ampi: dapprima sulle pendici più ripide del Monte Tinisa e poi verso il Lago di Sauris e le prime cime dolomitiche che inizieranno a sbucare dall’altopiano di Casera Razzo. 

Una volta raggiunta la casera Colmajer, splendido edificio recentemente ristrutturato, vi invitiamo a prendervi un attimo di pausa per firmare il libro al suo interno e godervi un panorama di rara bellezza. Una volta che vi sarete ristorati potrete proseguire per il tratto più impegnativo dell’escursione: le cime. Ricordiamo che la casera può essere usata come ricovero in caso di temporale; preghiamo gli escursionisti di lasciare ordine e pulizia, perché trovare pulito è un piacere, lasciare pulito è un dovere! Se volete portate qualche bene di prima necessità da lasciare nel ricovero (cerotti, disinfettante, farina, zucchero, olio, pasta ecc.). 

 Da qui il sentiero sale per una ripida serpentina fino alla Forca Piccola (1752 m.) che offre un panorama strapiombante su Ampezzo e la Val Tagliamento: prudenza!! Vi consigliamo di prendere inizialmente il bivio di sinistra per il monte Sesilis (1852 m.): la sua cima è raggiungibile attraverso un impervio sentiero in cresta abbastanza esposto e con qualche roccetta poco affidabile. State molto attenti al terreno, è viscido in caso di piogge recenti e soprattutto, a causa della grande frequentazione di ungulati, è spesso ricoperto dalle loro deiezioni, che potrebbero rendere ancora più scivoloso il vostro appoggio. La prima cima è conquistata e la vista che regala è straordinaria in una giornata limpida: dal lontano Monte Triglav in Slovenia sino al Monte Cristallo sopra Cortina, aprendo poi la vista sulle cime principali delle Alpi Giulie (Canin, Montasio), sulle Prealpi Giulie (Musi, Cjampon, Amariana), sulla Val Tagliamento con il monte Rest, sul magnifico e vicino Monte Tinisa ed infine su tutte le prime Dolomiti attorno a Sauris. Che dire: ne 

Valeva davvero la pena!  

 Ritornate sui vostri passi sino alla Forchia Piccola e proseguite verso il monte Colmajer (1857 m.).Qui la salita si fa impervia e risale lungo un sentiero prevalentemente di roccette e mughi. Guardatevi attorno, tra rododendri e pigne neonate dai colori sgargianti, la natura vi offrirà qualche fortunato incontro con gipeti, capre e qualche farfalla variopinta. Vi consigliamo una sosta sulla cima del Colmajer, che gode della medesima vista del Sesilis. Recuperate le energie e preparatevi ad una ripida ed esposta discesa, che vi condurrà nella radura ove è situata la casera Nauleni (assoluta prudenza nel caso in cui decideste di intraprendere questo itinerario dopo una pioggia estiva: la discesa è davvero molto ripida ed il fango può essere pericoloso). Da qui il sentiero costeggia un laghetto di acqua piovana e ben presto si raggiungerà il ricovero: la casera Nauleni è utilizzabile con le stesse raccomandazioni fatte per la casera Colmajer.  

Attorno alla struttura potrebbero esserci animali, principalmente cavalli, vi preghiamo di non dare da mangiare agli equini e di non infastidirli in nessun modo. Se avete cani, teneteli al guinzaglio. Da qui imboccate il sentiero 238 e fate ritorno verso il Rifugio Tita Piaz, dove potrete recuperare i sali minerali persi con un’ottima birra o ristorare le vostre riserve di zucchero con uno degli strudel più buoni della zona! 

Speriamo che questa escursione vi conquisti come ha conquistato noi. Buon divertimento!  

Dati tecnici escursione: 

Tempo di percorrenza: 3-4 h circa 

Difficolta : E (Escursionistica) 

Lunghezza percorso: 6,7 km  

Dislivello: 450 m 

Fondo e segnavia: rosso e bianco CAI 238. 

Per maggiori informazioni visitate il sito www.ampezzocarnico.it (a cura di Silvia Tullio Altan).  

Copyright fotografie: Vittoria Malignani© 

Pubblicate i vostri scatti su Instagram con l’hashtag #progettoampezzocarnico 

E ricordate… la montagna è bella anche vicino a casa! 

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